UCI, porta non del tutto chiusa al progetto One Cycling: “Ma ancora non si è capito come questa cosa dovrebbe funzionare”
La nascita, o quantomeno la gestazione, del progetto One Cycling è stata un tema spesso di attualità nel mondo del ciclismo durante gli ultimi mesi. Con l’approvazione di quasi tutte le squadre più importanti, il fondo d’investimento PIF, battente bandiera dell’Arabia Saudita, già molto attivo sulla scena di diverse discipline sportive, starebbe lavorando alla creazione di un calendario di gare, per certi versi parallelo a quello organizzato e diretto dall’Unione Ciclistica Internazionale. Nei giorni scorsi, la stessa UCI sembrava aver definitivamente chiuso la porta a eventuali negoziazioni con i promotori di One Cycling, ma il presidente della stessa federazione internazionale lascia comunque aperto uno spiraglio a una eventuale conciliazione fra le parti.
“Sicuramente vogliamo confrontarci con gli investitori sauditi – le parole di David Lappartient riportate da WielerFlits – Siamo sempre aperti a conversazioni con potenziali investitori nel nostro sport. Io ho già fatto sapere loro che sono i benvenuti nel ciclismo. Ma il loro eventuale ingresso va valutato insieme, collaborando. Non si può pensare di arrivare qui e di dirci come dobbiamo organizzare le nostre gare, senza averne nemmeno parlato prima. Qualche confronto c’è stato, ma in ritardo rispetto ai tempi necessari. Io stesso ho buoni rapporti in Arabia Saudita, con il Principe e con i ministri e so che loro amano e apprezzano il ciclismo. Per quel che riguarda il progetto One Cycling, se ne sta parlando a un livello gerarchico più basso. Probabilmente, dovremo alzare questo livello per trovare una soluzione”.
Lappartient non lesina stoccate ai promotori del progetto: “Io ancora non ho capito come One Cycling dovrebbe funzionare – il commento del dirigente francese – O come dovrebbe reggersi dal punto di vista finanziario. Noi abbiamo fatto ai loro rappresentanti queste domande, ma non abbiamo avuto risposte chiare. Per noi, questo è un punto fondamentale. Non possiamo avere due pezzi di WorldTour, uno con le loro gare e uno con le altre. Inoltre, un’altra questione importante riguarda il fatto che le squadre non possono essere anche organizzatrici di gare o di una serie di competizioni. Questa combinazione non è permessa dalle regole dell’UCI. E non è una cosa che, in generale, vogliamo che avvenga“.
La vicenda One Cycling sarà una di quelle che Lappartient dovrà affrontare dopo la sua scontata rielezione a presidente dell’UCI, che avverrà a settembre. Oltre alla sua candidatura, infatti, non ce ne sono altre. “Voglio continuare il buon lavoro fatto negli ultimi anni. Sarà importante continuare a far crescere il ciclismo su scala globale. Sotto questo aspetto, i ‘Super-Mondiali’ (la rassegna iridata di tutte le specialità in contemporanea, in un’unica sede – ndr) saranno fondamentali. A Glasgow 2023 abbiamo visto che è stato un formato di successo e vogliamo continuare su questa strada, facendo dei Super-Mondiali uno degli eventi sportivi più importanti al mondo“.
Altro tema molto pressante sarà quello della sicurezza in gara, in particolare, ovviamente, nelle prove su strada: “È una delle cose più importanti – ancora Lappartient – Non solo per l’UCI, ma tutte le parti che sono coinvolte nel ciclismo. E un altro aspetto fondamentale per noi sarà quello di continuare a lavorare per trovare un modello economico che dia stabilità al ciclismo. Non è facile“.
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